Archive for memories

io dico che c’era un tempo sognato che bisognava sognare

Ogni tanto riaffiorano i ricordi, ma si sta bene lo stesso.

C’è tempo (I.F.)

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C’è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C’è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d’estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.

C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz’ora sono qui arruffato
dentro una sala d’aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C’è un tempo d’aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare.


Telefoni e ricordi

C’è stato un giorno in cui la Wind ha lanciato un’offerta che ha stravolto l’uso del cellulare degli italiani. O meglio, ne ha raddoppiato l’uso. Nel momento in cui la Wind ha deciso che con una somma mensile irrisoria si poteva parlare con un altro numero Wind praticamente all’infinito il numero di schede Wind è raddoppiato. E il numero di altre schede già attive non è diminuito. Se 2+2 fa 4, si può dedurre che metà degli italiani andava in giro con due telefoni.

Io ero di quel gruppo. Fidanzata più o meno a distanza l’avevo trovata un’idea geniale: poter finalmente parlare con il mio amato senza dover spendere una follia tutti i mesi. Anche se non avevo messo in conto la schiavitù che sarebbe derivata dall’uso del doppio telefono e la difficoltà del non essere mai non rintracciabile.

Beh, gli anni sono passati e con il mio fidanzato ho rotto. Il mio stato di single non mi obbliga più ad avere due telefoni e ho riscoperto la meravigliosa essenza del sentire uno squillo e riconoscerlo: tanto ne ho solo uno. La borsa non è più così piena e mi sento proprio più leggera.

Ok, qualcuno potrebbe pensare che sto esagerando, che non è che se c’erano due telefoni in borsa allora poi chissà che peso che dovevo trascinarmi. Beh, non era proprio il peso fisico, ma più quello mentale. Un telefono = una preoccupazione (l’avrò preso? me l’hanno rubato? in quale tasca lo metto che se no non lo trovo mai? l’ho messo nella tasca o l’ho lasciata nella borsa? cavolo ma dove l’ho messo? l’avro preso? e così via…). Figurati con due!

Adesso però mi arriva una lettera a casa che dice che se non lo ricarico entro dieci giorni la tessera scade.

E il dubbio amletico sorge immediato nella mia mente. Mi chiedo per due motivi precisi se sia veramente il caso di farla scadere:

1) in qualche modo quella scheda rappresenta parte dei miei ricordi della mia storia d’amore; paradossalmente il telefono è in qualche modo una parte attiva del fidanzamento;

2) chi lo dice che non mi servirà mai più? nonostante io abbia fortemente odiato il fatto di andare in giro con due telefoni, sarei pronta a rifarlo. almeno credo.

Entro la fine del mese si avrà il verdetto. Ricaricherò o no?

memories

Ho ripreso in mano un vecchio telefono, lasciato accuratamente in un angolo per tutto l’anno che è appena passato.

Ho riletto i messaggi che c’erano salvati dentro.

E mi sono appena fatta male. Certe frasi tendono ad essere accantonate in un angolo, e fanno sempre male, anche se un anno dopo.

L’amore è qualcosa di inconcepibile. Farà sempre male? Ero io quella che non era più innamorata, ma ora che è passato un anno, che ho preso le mie decisioni, che ho deciso di andare avanti in una strada diversa, beh, ora, fa ancora male. Chissà se fa male solo a me.

Il tempo cura tutto, ma certe ferite sono insanabili.

Ho pensato che era inevitabile, e mi dispiace tanto.

Se mai tu dovessi leggere queste righe, spero che tu lo sappia.

Niente mi ha mai fatto soffrire come la decisione di andare per strade diverse.

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