In attesa alla ASL

Secondo me ho la calamita. Oppure io ci faccio caso e altri no.

In attesa di fare l’accettazione alla ASL la sciura si avvicina a me per lamentarsi del fatto che appena arrivato il suo numero lo sportello ha chiuso. La guardo sorridendo e come nella migliore tradizione italiana le dico: “Signora cosa ci vuole fare? Bisogna avere pazienza.”
In tutta risposta mi sento dire che lei ha premura, ma solo perché deve andare a tenere compagnia a Gesù.
Ingenuamente penso che si tratti del solito pensiero pessimista che nasce spontaneo quando si invecchia e cerco di sdrammatizzare con un bella risata e un “addirittura”. E invece, come al solito avevo capito male!
La sciura intendeva veramente che doveva andare a tenere compagnia all’Altissimo. Specifica che sono 18 anni che va a tenere compagnia a Gesù dalle 12 alle 13 ogni singolo martedì e mercoledì, e che stavolta aveva avvisato la sua amica che forse avrebbe fatto tardi, ma insomma sono già le 12,15…

Rimango basita (1). “Signora io credo che Gesù la aspetterà. Lui dovrebbe saperlo che lei è dispiaciuta di essere in ritardo, ma non credo che si offenda”. Insomma, non voglio essere blasfema o altro, ma fino a prova contraria a tenere compagnia all’Altissimo ci si può andare quando si vuole, non è che se ne va o si sposta da un’altra parte.

La sciura ovviamente fa una faccia un po’ triste, perchè – di nuovo – sono 18 anni che ci vado tutti i martedì e mercoledì. Sono brava eh??”

Rimango basita (2). Mi ha veramente chiesto di farle i complimenti perchè va a tenere compagnia a Gesù tutti i martedì e mercoledì etc. etc. etc.? Non ci posso credere. Io i complimenti non glieli faccio, ecco.

E continua: “Certo, mi piacerebbe che andassero anche i giovani, ma ormai i giovani non hanno più Fede…” E mi guarda, con quella faccia spaventosa, quella del “ma tu ci vai a messa tutte le domeniche?”

Rimango basita (3) Mi sta per giudicare.

Giuro che non volevo. Ma è successo. Ho abboccato all’amo, e sono partita dicendo che non è tanto questione di Fede, ma di situazioni poco gradevoli, di discorsi antiquati, di essere un po’ retrogradi…

E per una volta un intervento Divino mi salva. Il campanellino trilla ed è il turno della signora. Le indico lo sportello aperto e lei fugge, praticamente senza nemmeno salutare. Ma io non mi offendo: ha fretta, non si può far aspettare troppo il Signore.

P.S. come darle torto sul non voler stare troppo alla ASL? La sala d’attesa era di una tristezza devastante.

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