Italian Version

Mi prendo due minuti due per buttare giù quello che ho in testa, che è tutto il giorno che sto davanti al pc e ogni tanto la supercompagnia di Twitter mi fa fare qualche riflessione.

Perchè può anche essere vero che se scrivi più di 5 tweet al giorno “hai bisogno di farti una vita”, o come era il famoso tweet di Severgnini su cui si è scatenata una pioggia di polemiche.

Ma è vero anche che nell’ammasso di parole che viaggiano sulla rete ci sono cose che ogni tanto non sono sotto gli occhi di tutti.

Ci sono pensieri ed espressioni mentali, riflessioni che valgono la pena di essere lette.

Nel caso specifico si tratta di uno dei più famosi blog d’Italia, quindi inutile dire che non è sotto gli occhi di tutti. E con tutti intendo quelli che navigano sulla rete. Non conosco le statistiche ma posso lanciarmi in un azzardo: secondo me  queste persone sono numericamente surclassate dalla banda di pecoroni che guardano la televisione: vedi pomeriggio di Canale 5 o magari il tg4. Questo è l’articolo a cui mi riferisco. Si parla di come l’Italia sia divisa in due: quelli che vedono le loro vite rovinate e quelli che ridono pensando a quanto potranno approffitarsi delle rovine altrui. Qui il link all’articolo.

Oltre a questo, al continuo passaparola che si stabilisce tra le persone, c’è effettivamente la possibilità di leggere alcune perle pensate e postate, cose che non potranno circolare a meno che non si conosca la persona che le ha pensate, e soprattutto non si potranno far conoscere a meno che non si abbia un bacino di utenza gigantesco.

Dedico queste due righe, scritte male e di getto, a @Twittolo (), che oggi mi ha fatto sorridere amaramente. E vi passo una sua personale rivisitazione della Costituzione Italiana. Pensateci su.

3 commenti »

  1. nik Dice:

    Non mi piace questo modo di “buttare in vacca” anche la “sacralità” della Costituzione (una delle poche cose da salvare). E’ proprio questo l’atteggiamento che è alla base del mal-comune italiota. Twittolo che credenziali ha per permettersi di fare della satira in questo modo?
    Questo popolo si sta auto smantellando pezzo per pezzo (sia da una parte inconsciamente, che dall’altra inconsciamente) proprio e soprattutto perché non riesce più a rendersi conto che in certi momenti non è il caso di oltrepassare il “segno”, e si sa, una volta oltrepassato non vi è modo di tornare indietro. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Stolti e non.

    Un bacio al direttore.
    Con deferenza
    nik :)

    • pargolaccia Dice:

      e fatti una risata. anche amara. ;)
      non credo che oltrepassare il segno sia farsi due risate su una versione riveduta delle Costituzione. Piuttosto avere una politica (opposizione e non) completamente corrotta che passa le sue giornate a prendere mazzette e farsi sane notti di sesso come ringraziamento per l’ennesimo favore concesso, questo sì che mi sembra passare il segno.

      • nik Dice:

        tutto è collegato dalla prima all’ultima parola, dal primo all’ultimo segno. E’ finito il tempo delle risate.


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